SICILY

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Prendere un aereo, un migliaio di Km a zonzo, camminare, bere, sudare.

E’ la mia solita storia estiva, ma quest’anno sono rimasto nei confini italiani per una celere esplorazione Siciliana. E ci sarebbe tanto da dire.
Ci sarebbe da dire che continuo a ripetermi che spesso la bellezza è dietro l’ angolo ma ci si ostina a macinare fusi orari lo stesso, lasciandosi dietro le meraviglie di casa nostra.

E ti ritrovi dopo solo 50 minuti di volo a contare i faraglioni della spiaggia dei Ciclopi ad Acitrezza, accanto al porticciolo, caratterizzata dai sassi neri e dalla spiaggia scomoda. Nonostante questo e un meteo plumbeo alcuni ragazzi vociano su una palafitta, una chitarra e canti popolari.
Parlo con vecchi signori usurati dal mare che mi dicono che per pochi € mi avrebbero portato ai faraglioni con la barca, ma i miei programmi  per il momento sono differenti, segno per la prossima.

Ne approfitto per un arancino, sono appena arrivato e ho fame di cose buone.

Faccio un giro a Catania, stupenda, sorprendentemente vuoto il centro per essere Agosto (nonostante il gran traffico), mi intrufolo nell’androne di un Ostello della Gioventù che sembra una cartolina e scatto una foto dal terrazzo al tramonto. Ancora una volta la piccola Olympus si è rivelata magistrale, discreta e performante.
[Forse un giorno, anche se vecchia, farò una recensione della Olympus OMD EM5, devo solo combattere la pigrizia.]
Catania mi affascina in ogni angolo. Ogni balcone emana luce diversa da quella che sono abituato ad osservare, sembra raccontare di più.

E poi c’è l’Etna con la sua sabbia nera e il vapore gusto zolfo che esce dal camino, i pullman-fuoristrada che arano il sentiero. Epico.

Marzamemi, Siracusa (Ortigia). Ancora una volta è la luce del tramonto a fare spettacolo. Ci sediamo in un bar lungo un vicolo all’ interno del vecchio centro storico, prendiamo birra e pesce fritto. Perchè non si può vivere sempre così?
Ah si, lo so, per il fegato.

Ad Ortigia la piazza è stupenda, bianca ed ampia. Davanti a me una vecchia signora sta avidamente consumando un gelato con gusto. Scatto rapidamente una foto mossa, è imperfetta, ma mi piace molto lo stesso. Sembra una bimba piena di rughe. Credo che prenderò anche io un gelato da “Fiordilatte”.

Agrigento è un capitolo a parte. La vecchia città è un paese fantasma, abbandonato in parte anni addietro in seguito a una frana. E’ particolarmente suggestivo farci un giro, tra vecchie mure inutilizzate. Lì nel deserto disantropizzato incontro un vecchio restauratore di 80 anni , lo saluto con la manina e si presenta. E’ Alfonso, e mi invita a entrare nella bottega.
Mi chiede se può farmi una confidenza. E apre una porta in una stanza buia illuminata solo da una lampadina e tante ragnatele.
“Qui sopra c’erano gli arabi!” mi dice indicandomi il tetto.
Mi chiede che lavoro io faccia e ci salutiamo con reciproci “in bocca al lupo” e me ne vado bellamente a fare il turista alla Valle dei Templi. L’ora blu rende le colonne dei templi d’oro e tutto è più magico.

Ma la vacanza è al termine. Ho solo il tempo di farmi insegnare a cogliere i fichi d’india, raccattare le mie cose e levare le tende.

Tornerò.

Sotto un mini video realizzato con la piccola olympus OMD em5

Vincenzo
[ 02/09/2016 06:31 pm ]

Bella storia e belle foto…
Complimenti…da un Siciliano!

  • rtosti
    [ 02/09/2016 06:32 pm ]

    Caro Vincenzo i tuoi complimenti allora valgono il doppio 🙂
    Grazie mille.

Oriana
[ 16/06/2017 05:32 pm ]

Grazie, per qualche minuto ho respirato aria di casa.
Penso che tu abbia saputo cogliere molto bene l’essenza di quei luoghi.
Un abbraccio,
Oriana

  • rtosti
    [ 17/06/2017 11:23 am ]

    Grazie Oriana. Quello che dici mi fa solo piacere. Un abbraccio a te, al profumo di panelle e granita. Non insieme preferibilmente.