C R O A T I A little tour

Ascol Piceno-Trieste e poi Rovigno. Lasciare L’Istria e addentrarsi nella Croazia più profonda e arrivare al parco Nazionale dei Laghi di Plitvice (dei quali ammetto di non avere neanche una foto decente) per poi fermarsi infine a Zara.

Un assaggio delle potenzialità della Croazia che mi regala la consapevolezza di un breve (fotografico) ritorno. C’è di più oltre al mare di vetro e alla strade in pietra calcate ripetutamente dalle ciabatte dei turisti. Ci sono vecchie affittacamere che non parlano una parola in più del loro dialetto, ci sono campagne da esplorare, e tra il nulla piccoli appezzamenti erbosi con lapidi senza nome e senza costosi ed estetici supporti botanici.
Ci sono palestre di pugilato nei parcheggi accanto al mare, sarebbe curioso fermarsi ad ascoltare. Ma ad attendermi solo un uomo in ramazza che non parla inglese e  che non si infastidisce se scatto una foto.
Barboncini rossicci un po’ protagonisti che sulle note di “O’Sole mio” posano per i turisti foto-scattanti (io ero uno di loro).

Ci sono strade al centro di Zara che sembrano  non aver dimenticato il passato “spumeggiante”, una signora alla finestra dal braccino forte mi imbruttisce. Eppure in mezzo a palazzi dalla dubbia intonacatura puoi sentirti giovane e cool gustando un aperitivo giusto. Contrasti, muri mal stuccati e musei che espongono Sofìa Loren sul loro bancone da macellai.

Rimarrei qui  a fotografare quest’ arcobaleno di tempera rattoppi e crepe misto al lastricato bianco ancora e ancora, ma domani si riparte.
Ho giusto il tempo di salutare una carissima vecchia amica beccata per caso.

No, sono sicuro che non siamo neanche alla punta dell’ iceberg, c’è da conoscerlo bene questo grande ghiacciolone.
Immergersi lasciando a casa maschera, pinne e accessori da turista.

 

E riscoprirsi fotografo, prima che faccia sera.

 

 

 

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