DOTPHOTON RAW – recensione e test

22 Novembre 2019

DOTPHOTON RAW – MIRACOLI PER IL VOSTRO BACKUP

Ok. Stiamo calmi.
Ho appena finito di eseguire dei test e quello che ne risulta è sconvolgente.
Conoscete Dotphoton Raw? NO?
Bene.

Allora è il caso di parlare dei miracoli che promette questo applicativo e fare una recensione di Dotphoton RAW.
Dotphoton RAW promette sostanzialmente di ridurre il peso dei vostri RAW.
“OK ragazzo, ma io lo facevo anche prima salvando i lavori in DNG compresso”.

Eh no.

Dotphoton RAW promette di ridurre i files fino a 5 volte senza perdita di qualità.
E questa signori, fosse vera, è una gran cosa, specialmente per chi come me utilizza fotocamere che sfornano file che vanno dai 60 ai 25Mb e un matrimonio può arrivare a pesare anche 180 Giga.
Attualmente scatto con il raw compresso di Sony (25 MB) per cui me la cavo con circa 70 Giga a matrimonio. Ma parliamo pur sempre di tanto, troppo spazio su hard disk per un solo servizio.
E qui interviene la “magia” di Dotphoton RAW.
Il programma sostiene di andare ad agire su una serie di informazioni “inutili” contenute nel raw e di andarle ad eliminare completamente, creando in output un DNG compresso di circa 8 MB (nel mio caso). Il tutto senza ( a detta loro) perdita di qualità o limitazioni nella post produzione (recupero alteluci, aprire le ombre ecc ecc).

Il programma si presenta bene, con un’ interfaccia super friendly che ricorda il suo cugino più famoso Jpeg mini.
Con un semplice drag&drop si riducono in poco tempo i raw originali, scegliendo tra varie opzioni dove e come posizionarli. Inoltre il programma ci stima a processo avvenuto quanto spazio in Mb abbiamo risparmiato.

l' interfaccia di Dotphoton RAW
Non sono un tecnico e non ne ho gli strumenti per poterlo giudicare da questo punto di vista.
Mi sono limitato per cui ad una semplice prova empirica che ripondesse alla domanda:
“Può Dotphoton RAW permettermi di lavorare un file da lui compresso come se stessi lavorando un raw originale?”

Per testarne il funzionamento ho quindi scelto appositamente delle fotografie bruttine, pesantemente sottoesposte, una ad alti ISO con le ombre piuttosto chiuse e un paio di foto con le alteluci quasi bruciate.

Ho quindi convertito i raw con Dotphoton RAW ottenendo le copie compresse, poi ho postprodotto il raw originale per renderlo gradevole e infine con un ctrlC-ctrlV ho applicato le medesime impostazioni al DNG compresso che mi ha sfornato Dotphoton raw.

lo stesso file mostra una riduzione di circa 3 volte dopo la compressione

Ingrandendo al 400% ho poi cercato differenze nel rumore cromatico, nel dettaglio, nei colori, insomma alla ricerca di qualcosa che mi facesse gridare “eccole le differenze!”
Onestestamente non ho trovato nulla che potesse giustificare tanta riduzione. Forse una leggerissima diminuzione nel dettaglio (vedi foto paesaggio, dettaglio del casale sulla collina) e su particolari aperture delle ombre una leggerissima schiarita rispetto alla post originale.

Ma se le mischiassero nel mucchio non me ne accorgerei MAI. in parole povere, a fronte di una riduzione dei file di circa 3 volte (un file da 25 è stato ridotto a 8 Mb) non corrisponde una effettiva riduzione della qualità di 3 volte tanto, o comunque non viene assolutamente inficiata la possibilità di effettuare post produzione sui DNG compressi.
Sotto allego alcuni ingrandimenti per verificare l’ efficacia dell’ APP:

Si può notare come ( a sinistra il raw originale postprodotto, a destra il dng compresso postprodotto con le medesime impostazioni) che non sono riscontrabili apprezzabili perdite di qualità e/o dettaglio. A mio parere il il risultato è PAZZESCO.
La foto, tendenzialmente sottoesposta e scattata ad alti ISO, ha lo stesso dettaglio nelle ombre dei capelli e nelle alteluci dello sfocato, il recupero è lo stesso. Sfido chiunque a trovare differenze.
Lo stesso dicesi per la “qualità” del rumore presente nell’ apertura delle ombre nella foto della Madonnina nella nicchia. Dettaglio pressochè immutato.

Stesso discorso per questa foto (sia chiaro qui siamo proprio al limite, lo scatto di partenza è sbagliato ma è risultato molto utile per l’ esperimento).

Insomma.

Mi sento di dover promuovere a pieni voti Dotphoton Raw. Oltretutto pare che sia in fase di sviluppo un plug-in in versione beta che lo integrerà direttamente in Lightroom.
sulla pagina del produttore si legge infatti:
“Lightroom plugin beta coming December 2019. Integrate Dotphoton Raw into your LR workflow seamlessly”
Non più drag & drop quindi, ma una semplicissima esportazione one-click per archiviare i vostri dng compressi.
Io perlomeno penso di utilizzarlo così, solo per il backup, ma nessuno vi vieta di convertire direttamente i vostri raw originali e lavorare su quelli, valutate voi. Io preferisco comunque lavorare sui raw originali (non si sa mai) e a lavoro consegnato convertire tutto e backuppare a cuor (e hard disk) leggero.
Inoltre, last but not least, Dotphoton RAW funziona anche con i DNG esportati da Lightroom, per cui se siete abituati ad archiviare i vostri lavori esportando in dng contenenti le modifiche, Dotphoton RAW creerà anche in questo caso un DNG identico, ma più leggero.

Ah, quanto costa?
49$ l’anno o 149$ con licenza lifelong. (potete acquistarlo cliccando qui)

facendo un rapido riepilogo:

PRO:
tutto quanto detto sopra.
-funziona e fa quello che promette
-rapido
-intuitivo
-la licenza lifelong non vi costringe ad antipatici abbonamenti (vedi adobe)
-funziona anche sui dng già compressi che contengono modifiche già apportate
-potete scaricarlo gratuitamente e convertire 30 raw al giorno. Per giocarci e testarlo è più che sufficiente.

CONS:
-non tutte le fotocamere sono ancora supportate (vedi elenco sul sito del produttore)
-non ancora presente la versione per Windows.
Ma i ragazzi di Dotphoton raw sono già al lavoro.

E voi? Che ne pensate?